L’italia entra nel recupero della carta da macero

L’italia entra nel recupero della carta da macero

Come mai prima d’ora l’Italia, già punto di riferimento in Europa per il recupero della carta da macero, si afferma come dominus nel riciclo della cellulosa ed entra, con un po’ di fatica iniziale, nell’era dell’economia circolare facendo del riciclo e dell’autosufficienza il nuovo leitmotiv. 

Cosa ha portato a questi cambiamenti? 

Innanzitutto la causa è da ricercare nel fatto che la Cina fino a poco tempo fa acquistava tonnellate di materiali da riciclo dai paesi industrializzati pagandoli anche a prezzi molto elevati, con la conseguenza che per gli acquirenti di carta riciclata europei e quindi anche italiani, dati i prezzi alti determinati dal mercato, l’approvvigionamento era diventato sempre più oneroso. 

In Italia molte cartiere hanno quindi deciso di investire sul riciclo per raggiungere una maggiore autonomia: oggi molti impianti si sono ingranditi e se da un lato si esporta sempre meno carta da riciclare, dall’altro si importano sempre meno prodotti creati con carta riciclata.

Siamo quindi entrati nell’era dell’economia circolare, un sistema in cui gli scarti dei settori produttivi diventano risorse, con evidenti vantaggi in termini di benessere ambientale e di efficienza.

L’Italia del resto, nel settore della raccolta della carta, è un Paese sicuramente virtuoso se si pensa che negli ultimi vent’anni i volumi di carta raccolta si sono triplicati. Dal canto suo l’industria cartaria prevede un aumento del fabbisogno di carta da macero, per cui le sempre maggiori quantità di carta raccolta potranno poi essere reimmesse nel ciclo produttivo e riutilizzate.

Certamente sussistono ancora alcuni ostacoli al pieno sviluppo del settore del riciclo cartario, in primis quelli di tipo burocratico. Inoltre il settore pubblico dovrebbe investire molto di più in impianti di recupero dei rifiuti, dato che quelli esistenti sono troppo pochi. Ma l’Italia è sulla strada giusta e si muove verso una maggiore autonomia consentendo al sistema di diventare non solo più stabile, ma anche più sostenibile per l’ambiente.