La Cina dice “STOP” alle importazioni di carta e plastica, l’Europa corre ai ripari

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La Cina dice “STOP” alle importazioni di carta e plastica, l’Europa corre ai ripari

La Cina dice “STOP” alle importazioni di carta e plastica, l’Europa corre ai ripari

Recupero carta da macero: Cina dice “STOP” alle importazioni di carta e plastica, l’Europa corre ai ripari.

In Cina è ufficiale lo stop alle importazioni di carta e plastica già da un paio di mesi e già in Europa è allarme riciclo.
Il blocco riguarda carta da macero, cartone e plastica, ma anche residui tessili, materiali appesantiti da pietre e calcinacci e molti altri residui riciclabili.

Per anni la Cina ha avuto bisogno di importare dai paesi industrializzati materiali di risulta da utilizzare per costruire gli imballaggi dei propri prodotti poi venduti in Europa e negli Stati Uniti, ma oggi la raccolta interna è diventata sufficiente. Inoltre il governo cinese, sempre più attento alla questione ambientale, non è più disposto a tollerare le enormi quantità di scarti che sempre più spesso giungono nei porti cinesi insieme ai materiali riciclabili.

Per l’Europa l’impatto di questo blocco è notevole e in pochi mesi si sono già accumulate tonnellate di plastiche e carta da macero provenienti soprattutto dalla raccolta differenziata da smaltire.

Come fare per ridurre la produzione di questi rifiuti e contrastare lo stop alle importazioni di carta e plastica?

L’Unione Europea, di fronte al blocco cinese, ha scelto la via dell’introduzione di nuove tasse. Bruxelles per esempio ha annunciato una tassa sugli imballaggi di plastica simile a quella che in Italia esiste già da circa un ventennio. In Inghilterra si punta invece sull’utilizzo di plastiche usa e getta biodegradabili.
In Italia, tra le misure adottate per ovviare allo stop cinese delle importazioni di platica, c’è stata quella di far pagare ai consumatori i sacchetti trasparenti, prima gratuiti, che nei supermercati e nei negozi utilizziamo per la frutta e la verdura. Un provvedimento molto criticato da noi italiani, ma che ci sta portando verso una maggiore sostenibilità: i nuovi sacchetti, infatti, sono compostabili e ci permettono di diminuire il volume dei materiali da smaltire. 

La Cina è attenta alla questione ambientale?

Lo stop alle importazioni di carta da macero e plastica deriva anche dall’attenzione alla questione ambientale da parte del governo cinese che punta alla riduzione dell’inquinamento e alla tutela della salute dei cittadini. In questa ottica, il governo cinese si è posto l’obbiettivo di portare il riciclaggio domestico a 350 milioni di tonnellate all’anno entro il 2020, soglia poco più alta rispetto alla quantità di scarti prodotti internamente. Nel corso del 2017, inoltre, sono aumentati i controlli sulle aziende cinesi da parte degli ispettori per verificare che il riciclo fosse effettuato in maniera corretta e multare le irregolarità.

Italia ai primi posti per il recupero di carta da macero:

Per quanto riguarda l’Europa, il problema di maggior portata causato dal blocco cinese è da ricondurre al riciclaggio della carta il cui 17,5% veniva destinato appunto al mercato asiatico.
Il settore del riciclo della carta l’Italia si situa ai primi posti in Europa: nel 2016 dei 6,5 milioni di tonnellate di carta straccia raccolta, ben 4,9 sono stati impiegati nuovamente. Diversa la situazione in Germania, dove il materiale usato viene raccolto in maniera corretta ma dove non si eccelle nel riciclaggio: i tedeschi esportano nel resto d’Europa – ma soprattutto in Italia – tutto ciò che non riescono ad utilizzare.

Uno dei punti di forza che consente all’Italia di essere così forte in tema di riciclaggio è la presenza di importanti consorzi di raccolta e riciclo, tra cui Conai, Conou, Conoe, Cobat ed Ecopneus.
La raccolta differenziata è incentivata da questi consorzi che pagano i Comuni per poter ritirare i rifiuti di loro interesse cosicché ogni Comune sia più propenso a fare la raccolta differenziata.
In Italia poi i consumatori pagano su tutte le merci imballate il contributo Conai, il cui peso è direttamente proporzionale alla facilità di riciclaggio del relativo materiale.

Il sistema Conai, di pari passo con il sistema delle aziende primarie del recupero, sono estremamente efficaci perché consentono all’Italia di effettuare le attività di raccolta e riciclo a costi competitivi.