Italia entra nell’era del recupero della carta da macero, rincari per il settore cartario.

Italia entra nell’era del recupero della carta da macero, rincari per il settore cartario.

Italia entra nell’era del recupero della carta da macero, dopo lo stop dalla Cina all’importazione di carta e cartone, rincari per il settore cartario.

Come mai prima d’ora, l’Italia già riferimento per il recupero della carta da macero, si afferma come dominus nel riciclo della cellulosa ed entra, con un po’ di fatica iniziale, nell’era dell’economia circolare facendo del riciclo e dell’autosufficienza il nuovo leitmotiv. 

Per tutto il settore cartario in generale, il costo della cellulosa è la voce di costo principale e continua a salire spaventosamente anche e sopratutto per le fibre di riciclo e quindi carta e cartone da macero. 

Si tratta di rincari già visti nei periodi precedenti, ma questa volta, dopo lo stop della Cina alle importazioni di carta e cartone, la situazione appare più grave del solito. 

Tutto questo in nome del rispetto dell’ambiente e del miglioramento delle condizioni igieniche della popolazione cinese e non solo.

Il divieto cinese alle importazioni di carta e cartone da macero è valido per tutti i Paesi d’Europa e del mondo che non rispettano parametri  restrittivi e qualitativamente elevati delle condizioni dei materiali da riciclare.

Una delle conseguenze di questo cambiamento epocale nel mondo del riciclo, ha portato ad avere difficoltà nell’approvvigionamento di carta da macero per le industrie cartarie europee, incluse quelle italiane. 

Il gonfiarsi dei prezzi della cellulosa vergine ha portato molti produttori italiani ed europei a non rientrare dei costi rendendo quasi impossibile il recupero. 

L’italia esportava circa due milioni di tonnellate di carta da macero e molte aziende cartarie attive nel riciclo di carta, hanno deciso di investire nel riciclo in Italia e così facendo

il sistema Italia esporterà meno carta da riciclare ed importerà meno carta riciclata come prodotto finito. Daremo così piena attuazione ai principi dell’Economia Circolare creando più valore sul territorio nel rispetto della prossimità. Inoltre, il sistema Italia sarà più equilibrato e meno condizionato dall’export. 

Ma se anche questa volta pare andare tutto alla grande, non dimentichiamoci dei folli rallentamenti e delle inutili complicazioni della burocrazia italiana e di tutti i comitati che si oppongono a tutto e a prescindere, anche alle Economie Circolari.

Questa dell’Economia Circolare è sicuramente un’ottima possibilità per l’Italia che finalmente vedrebbe rafforzare il parco impiantistico nazionale con importanti miglioramenti a livello produttivo e conseguentemente anche in termini di autonomia nei confronti degli altri paesi.

In Italia smaltiamo ormai oltre dieci tonnellate di carta da macero al minuto e questo è sicuramente un ottimo punto di partenza per poter migliorare ulteriormente il flusso lavorativo e organizzativo e per snellire l’influenza burocratica in un settore come quello del riciclo della carta da macero che ormai da mesi boccheggia.